Conciliazione dei tempi di vita e di lavoro Per le Persone

Congedo per maternità

Si intende il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro per le lavoratrici. Le donne hanno il diritto di astenersi dal lavoro 2 mesi prima della data presunta del parto e 3 mesi dopo il parto.

Il congedo è però flessibile, infatti, la lavoratrice può scegliere di posticipare l'inizio del congedo di maternità astenendosi dal lavoro 1 mese prima della data presunta del parto e 4 mesi dopo il parto.

Naturalmente questa decisione deve ottenere il permesso del medico competente che tutela la salute della gestante e del nascituro.

Le lavoratrici gestanti hanno il diritto a permessi retribuiti per l'effettuazione di esami prenatali, visite mediche specialistiche, nel caso in cui questi debbano essere eseguiti durante l'orario di lavoro.

L'astensione obbligatoria pari a tre mesi e il relativo trattamento economico comprende anche i genitori adottivi o affidatari durante i primi 3 mesi successivi all'ingresso del bambino nella famiglia.

Il bambino al momento dell'adozione/affidamento non deve aver superato i 6 anni.

Nel caso di adozioni/affidamenti internazionali il limite dei 6 anni si estende fino ai 18 anni.

La misura dell'indennità è pari all'80% del trattamento economico.

Le lavoratrici dipendenti, nel caso di un parto prematuro, hanno il diritto di sommare i giorni non goduti di assenza obbligatoria prima del parto al periodo di astensione post-partum. La lavoratrice è tenuta a presentare, entro trenta giorni, il certificato attestante la data del parto.

Congedo per paternità

É l'astensione dal lavoro nei 3 mesi successivi alla nascita del figlio in caso di: morte o grave infermità della madre; abbandono del figlio da parte della madre; affidamento esclusivo al padre.

L'indennità è pari a quella prevista per il congedo di maternità. In caso di un'adozione il padre può chiedere il congedo di paternità in alternativa a quello della madre lavoratrice dipendente.

Congedo parentale

É l'astensione facoltativa della lavoratrice o del lavoratore spettante ai genitori durante i primi 8 anni di età del bambino per un periodo complessivo di max 10 mesi, così diviso:

  • Alla madre lavoratrice, al termine dell'obbligatorietà per max 6 mesi (frazionati o continuativi);
  • Al padre lavoratore, per un periodo di max 6 mesi (frazionati o continuativi);
  • Se il padre usufruisce di almeno 3 mesi continuativi il limite di 6 mesi passa a 7 ed il limite massimo complessivo da 10 a 11 mesi;
  • Se unico genitore max 10 mesi (frazionati o continuativi).

I due genitori possono usufruire contemporaneamente del congedo parentale.

Trattamento economico:

  • Indennità pari al 30% della retribuzione sino a 3 anni del bambino e per un periodo massimo complessivo di 6 mesi copertura figurative normale;
  • Per il restante periodo sia che venga effettuata dopo i 6 mesi entro i 3 anni del bambino, sia che venga usufruito dai 3 agli 8 anni, l'indennità del 30% è prevista solo se il reddito del richiedente è inferiore a 2,5 il trattamento minimo AGO.

Il diritto di assentarsi dal lavoro per congedo parentale e il relativo trattamento economico sono riconosciuti anche nel caso in cui l'altro genitore non ne abbia diritto.

I congedi parentali valgono anche per i genitori in caso di adozione/affidamento sia nazionale che internazionale.

Anche le lavoratrici autonome hanno il diritto all'astensione facoltativa per i figli nati dal 1° gennaio 2000:

  • La durata è di 3 mesi entro un anno di vita;
  • Indennità pari al 50% della retribuzione minima giornaliera;
  • I padri lavoratori autonomi sono esclusi da questo diritto.

Congedo per la malattia del figlio

Riguarda il periodo di astensione dal lavoro che, entrambi i genitori, possono alternativamente richiedere per accudire il bambino fino agli 8 anni di età.

Non ci sono limiti di tempo per le assenze relative a malattia dei figli di età inferiore ai 3 anni.

Invece dai 3 agli 8 anni del bambino ciascun genitore ha diritto a 5 giorni all'anno.

Le condizioni relative al congedo sono:

  • La malattia deve essere certificata dallo specialista S.S.N.;
  • Chi prende il permesso deve dichiarare che l'altro genitore non si astiene dal lavoro per lo stesso motivo;
  • Il ricovero in ospedale del figlio, fino agli 8 anni, interrompe le ferie del genitore;
  • Le assenze per malattia del figlio non hanno copertura economica, ma quella previdenziale;
  • La richiesta o la fruizione di congedi per malattia del figlio non può essere causa di licenziamento.

La copertura figurativa è normale fino ai 3 anni del bambino, diventa come quella del congedo parentale per un figlio dai 3 agli 8 anni.

Congedi per la formazione

Si intende una sospensione del rapporto di lavoro finalizzata al completamento della scuola dell'obbligo, al conseguimento del titolo di studio di secondo grado, del diploma universitario o di laurea, alla partecipazione ad attività formative diverse da quelle poste in essere o finanziate dal datore di lavoro.

Possono accedervi i dipendenti, pubblici o privati, con almeno cinque anni di anzianità di servizio presso la stessa azienda o amministrazione, per un periodo massimo di undici mesi, continuativo o frazionato, nell'arco dell'intera vita lavorativa.

Il congedo da diritto al lavoratore al mantenimento del posto di lavoro ma non alla retribuzione.

Il datore di lavoro può non accogliere la richiesta di congedo per la formazione o può differirne l'accoglimento nel caso di comprovate esigenze organizzative, inoltre, sono previste percentuali massime dei lavoratori che possono avvalersene. I termini del preavviso non possono essere inferiori a trenta giorni.

Congedi per la formazione continua

I lavoratori hanno il diritto di proseguire i percorsi di formazione per tutto l'arco della vita, per accrescere conoscenze e competenze professionali. La formazione può essere una scelta autonoma del lavoratore o essere predisposta dall'azienda, attraverso i piani formativi aziendali o territoriali concordati tra le parti sociali.

Aggiornato il 12.09.2011
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