Focus Centri per l'impiego - Visita al Centro per l'impiego di Bra

Situazione occupazionale

Le persone in cerca di occupazione ed iscritte nelle liste di disoccupazione sono circa 4000 di cui il 70% sono donne. Il tasso di disoccupazione complessivo (con il CPI di Alba) si aggira intorno al 3,7%; molto probabilmente se si disaggregano i dati tra Alba e Bra, si discostano di 1 o 2 punti percentuali a discapito del braidese.

La Provincia di Cuneo è molto grande, ci sono particolarità legate ai diversi contesti locali; persino in aree limitrofe, come l'albese e il braidese, esistono considerevoli differenze socio-economiche.

Le possibilità occupazionali per le donne di Bra risultano essere più limitate rispetto alla realtà di Alba. Che vanta una forte presenza di industria tessile e di servizi, tipiche roccaforti dell'occupazione femminile.

Bra, invece, con le sue industrie meccaniche, chimiche e della plastica, risulta meno "abituata" e disponibile all'inserimento di forza lavoro femminile.

In questo momento, raccontano operatori/trici, il territorio sta vivendo un periodo di crisi a causa della chiusura di alcune aziende, tra cui la Faber. In realtà, non è solo la Faber ma, in senso più ampio, è la grande impresa a non assorbire forza lavoro.

Nell'attuale contesto, probabilmente, i segnali positivi vengono dalle Piccolo Medie Imprese. Le PMI comprendono sia aziende del settore meccanico e plastico-chimico, ma anche altri settori tra cui i servizi.

Le maggiori richieste, provengono da:

  • settore alberghiero per camerieri/e e personale non molto qualificato, l'opportunità di lavoro è di carattere stagionale vincolata al periodo estivo
  • Case di riposo per figure quali le ADEST, OSS e addetti/e alle pulizie

In tal senso urge investire energie sia sulle grosse aziende, ma anche e soprattutto sulle PMI, a favore di un profondo "cambiamento culturale e di mentalità" nei confronti della forza lavoro femminile.

Le aziende

In numerosi casi le aziende ricercano figure professionali non presenti in Banca Dati quali:

  • Saldatori (figure richieste da sempre)
  • Stampatori (per piccole tipografie)
  • Manutentori aree verdi

Si pensi comunque a numeri ridotti, ed a richieste molto variegate e spesso mutevoli.

Normalmente la richiesta più frequente non è tanto la qualifica ma lo sgravio contributivo.

Secondo il CPI questo è indicativo del fatto che le aziende braidesi ricercano un abbattimenti del costo del lavoro, più che una formazione specifica delle persone.

Si pensi ad esempio alle richieste più frequenti:

  • Mobilità + alta professionalità
  • Apprendistato (completamente da formare)

In tal senso probabilmente per inserire le donne, in questa realtà, si dovrebbe pensare anche a politiche di incentivazione economica.

La L.407/91 potrebbe essere molto interessante per le/gli ultra quarantenni ma ha un vincolo che si trasforma in limite per le imprese: l'assunzione a Tempo Indeterminato, in un contesto legislativo dove oramai il lavoro a T.I. è quasi un'illusione.

I problemi e ipotesi di risoluzione

Non esistono segnalazioni in merito a violazioni di legge e relative richieste di interventi di tutela, ma secondo i "sentito dire" pare che le discriminazioni, le molestie verbali, le segregazioni siano presenti.

Proposte:

  • Implementazione flusso informativo a partire da operatori/trici dei CPI stessi in merito a: funzioni, orari di reperibilità, iniziative della Consigliera di Parità;
  • Analisi della strategie messe in atto nella scorsa compagna di comunicazione attivata dalla Consigliera al fine di capirne limiti e positività;
  • Elaborazione di nuove strategie di sensibilizzazione
  • Incontri di scambio Consigliera-Operatori/tri programmati e non occasionali al fine di analizzare e conoscere le problematiche delle donne e del territorio,
  • Consapevolezza delle persone che "rivolgersi alla Consigliera di Parità non significa Denunciare, ma cominciare ad esaminare la situazione e ricercare soluzioni possibili"
  • La cartolina "Vorrei dirlo alla Consigliera" potrebbe essere una sperimentazione possibile solo se considerato in qualità di "Strumento mediato" non dato alle persone come un volantino.

Può venir utilizzato in casi specifici, discriminazioni o situazioni particolarmente difficili, con diretta segnalazione di operatori/trici. Il CPI può filtrare elementi di interesse alle Consigliere di Parità.

Queste riflessioni e segnalazioni del CPI scaturiscono grazie ai numerosi colloqui individuali avvenuti e che regolarmente avvengono nell'ambito delle attività di consulenza orientativa e legislativa. Attraverso un rapporto più personalizzato e un'attenzione particolare alla persona, emergono molti vissuti lavorativi che mostrano, come le difficoltà che le donne sono costrette a vivere nel mercato del lavoro, siano ancora molte.

In particolare vengono rilevati numerosi casi di discriminazione di cui, nella maggior parte casi, le persone non ne hanno assolutamente consapevolezza e tanto mento intenzione di denunciare. Le donne sostengono operatori/tri "preferiscono abbandonare la situazione lavorativa problematica piuttosto che piantar grane".

In tal senso emerge la grande necessità dell'intervento dei CPI , delle sue operatrici e dei suoi operatori per tentare di percorrere strade nuove e soprattutto per intervenire su un profondo "cambiamento di mentalità di persone ed imprese". Si potrebbe parlare di "Alfabetizzazione ai diritti ".

  • Necessità di formazione alle P.O. dedicata ad operatori/trici e maggiori rapporti con la Consigliera di Parità

Difficoltà di assunzione di donne da parte del comparto Meccanico - Operatori/trici sostengono che la presenza di STEREOTIPI sia molto forte e riguardi sia i datori di lavoro che le donne stesse. Esse infatti sono le prime a non concepire l'idea di andare a lavorare nell'industria meccanica e chimico-plastica e non perché non ne siano capaci, ma perché non è usuale che una donna "…possa svolgere i lavori degli uomini …" .

A tal proposito è utile ricordare il progetto NOW, curato dall'agenzia formativa CNOS, che ha formato donne su competenze tipicamente maschili ed ha dimostrato che è possibile superare gli stereotipi.

Proposta

  • Si potrebbe progettare e realizzare un Progetto rivolto a donne (in reingresso e accesso al lavoro) formandole a competenze specifiche del settore meccanico.

Difficoltà di legittimazione e dei CPI presso le aziende (scarsa conoscenza reciproca).

Purtroppo fino ad ora, operatori/trici non possono "uscire" dal CPI per recarsi presso le imprese. Questo è un problema serio, aggiungono, perché è difficile altrimenti creare legami e dialogo cooperativo. Incontrare le imprese direttamente nei luoghi di lavoro sarebbe importantissimo e consentirebbe di aggiornarsi e conoscere meglio la domanda economica (delle imprese).

Se già conoscono poco il CPI, ancor meno conoscono le Pari Opportunità e la Consigliera di Parità.

Proposta

  • Si potrebbe cominciare a programmare visite presso le aziende al fine anche di promuovere i nuovi servizi del CPI.

Il contatto personalizzato con le aziende è fondamentale che non venga mediato da personale esterno (nei pochi casi in cui si è riuscito a fare questo ha funzionato).Rete AMICALE funziona sempre in Italia.

Importante COSTRUZIONE DI UN RAPPORTO AFFIDABILE con le aziende

La maggior parte delle donne desidererebbe il part-time, e questo limita la loro occupabilità, in quanto nel braidese (e non solo) manca la mentalità da parte delle aziende di investire sul PT.

Essendo quella del PT una scelta di vita, non la si deve condannare o disencentivare, sostengono operatori/trici.

Proposte:

  • Il lavoro da svolgere è quello di RENDERE APPETIBILE il lavoro part-time (non cambiare la testa delle persone o delle aziende). Creare una cultura della conciliazione dei tempi di lavoro e di vita.
  • Altro elemento pubblicizzare le agevolazioni fiscali legate ai nuovi contratti di lavoro, soprattutto presso le PMI, che sono meno "coinvolte" nelle comunciazioni che fanno capo alle organizzazioni datoriali.

Pubblicizzare, ad esempio all'atto dell'avviamento al lavoro l'Art. 9 della legge 53 , sia alle aziende che ai/le consulenti del lavoro.

Spesso le procedure da attivare per progetti, incentivi, iniziative varie sono troppo complesse. In tal senso le aziende, piuttosto che entrare in meccanismi farraginosi rinunciano ad utilizzare risorse o ad intraprendere cambiamenti. fare la procedura

Proposta:

  • Snellire le procedure burocratiche e creare figure o strutture competenti, in grado di affiancare e assistere le aziende nei progetti.
  • Si pensino Azioni/progetti "chiavi in mano" rivolte alle PMI, che non possono "perdere tempo ad informarsi, predisporre documentazioni varie, etc etc.

Scarsa conoscenza approfondita di persone e imprese. Spesso manca al CPI il "ritorno" in merito alle persone effettivamente colloquiate da parte di orientatori/trici, con il rischio di avere elementi e dati di tipo quantitativo piuttosto che qualitativo.
La conoscenza delle imprese è scarsa.

Proposte:

  • Favorire maggiore interscambio tra orientatori/trici, selezionatori/trici, operatori/trici. Necessità di rafforzare la conoscenza di imprese e persone.

Progetti in cui il CPI è coinvolto

  1. Guida "Vuoi Lavorare?" iniziativa della Commissione Pari Opportunità di Bra finalizzata a facilitare l'Informazione mirata all'accesso al mercato del lavoro delle donne. Il CPI e l' Informagiovani hanno contribuito a fornire informazioni su: nuovi contratti di lavoro, nuove figure professionali come ad es. l'OSS.
  2. Programma NOW finalizzato all'ingresso delle donne in figure non tipicamente femminili (es. saldatura)
  3. Tirocinando (SPAL + CPI Bra + associazione "lavorando s'impara") - A seguito colloqui iniziali del POR il progetto Tirocinando mette a disposizione il tutor e accompagna al lavoro mediante tirocinio le persone in cerca di occupazione, fornendo loro una Borsa lavoro a carico dell'associazione "lavorando s'impara".
    Per ora sono state coinvolte 15 donne, di cui 6 già inserite in tirocini

Rete territoriale di soggetti con cui il CPI collabora

  • Al Elka - Associazione che si occupa di donne extra-comunitarie
  • Informagiovani (Badanti)
  • Caritas
  • Consorzio Intesa (soggetti deboli, disabili, a rischio di esclusione sociale)
  • Parti sociali (che sono anche dentro all'associzione "Lavorando s'impara"
Aggiornato il 12.09.2011
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