Focus Centri per l'impiego - Visita al Centro per l'impiego di Cuneo

Situazione occupazionale

Il tasso di disoccupazione si attesta per le femmine al 5%, mentre per i maschi al 2%. Ovviamente un tasso di disoccupazione così basso fa sì che non siano moltissime le persone in cerca di occupazione, e queste esprimano, nella maggior parte dei casi, difficoltà di inserimento.

In tale contesto le persone più attive e capaci riescono attraverso i propri canali a trovare lavoro non necessitando l'utilizzo dei servizi per l'impiego, mentre invece, quelle meno attive, meno secolarizzate, con maggiori vincoli e quelle appartenenti a fasce di età elevate sono presenti nelle liste di disoccupazione e necessitano di forti azioni di sostegno.

Anche presso il Cpi di Cuneo si conferma il dato della presenza femminile nelle liste di disoccupazione pari al 70 %. (si tenga conto del bacino del CPI che copre la città, più numerosi comuni).

Ma operatori/trici sostengono che il dato (70%) non esprima la reale necessità di trovare un lavoro da parte di molte donne, in quanto una buona parte di queste non ha urgenza di un'occupazione e per di più si accontenta difficilmente. Dall'altra parte bisogna non dimenticare che molte donne lavorano "in nero".

Esiste uno zoccolo duro di disoccupazione femminile composto da donne con difficoltà, forti vincoli e criticità. Particolarmente rappresentativa di questa mentalità è la zona delle vallate (si pensi ad esempio la zona di Dronero)

La fascia di donne ultra 35 enni è la più problematica, in relazione alle resistenze delle aziende e delle donne stesse. Molte hanno una cultura media, con posizione economica buona e non grande urgenza di lavorare.

Il settore agricolo assorbe molte donne ma la maggior parte assunte in nero.

Operatori e operatrici hanno la percezione che le donne cuneesi non abbiano tanto l'idea di come sta muovendo il mercato del lavoro; pensano che "tanto qualcosa prima o poi si trovi"; si potrebbe dire abbiano una scarsa consapevolezza dei vertiginosi cambiamenti e della crisi che sta investendo attualmente alcuni comparti del mondo del lavoro.

Aggiungono le operatrici, con grande preoccupazione, che alcune donne sembrano lasciare il posto di lavoro per crescere i figli, probabilmente per carenza di strumenti e servizi di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, senza porsi il problema di pianificare eventualmente, in un prossimo futuro, un eventuale rientro.

Le aziende

I Servizi rappresentano il maggiore settore di assorbimento della forza lavoro femminile. Si pensi in particolar modo alle banche, imprese di pulizia, case di riposo, studi prof.li, ai servizi alla persona.

Qualche inserimento si registra anche nel settore Turistico Alberghiero, mentre il comparto Industriale pare non avviare assunzioni al femminile. Si sottolinea, inoltre, che Cuneo, cintura e valli non vantano, attualmente, numerose grandi imprese anche a causa della chiusura di importanti aziende Alimentari e delle Confezioni che sono state in passato di la roccaforte dell'occupazione delle donne.

La grande impresa per quanto riguarda le assunzioni tende all'utilizzo dell'interinale perché comporta minor complessità amministrativo/burocratica, ma soprattutto perché il rapporto di lavoro è breve e molto meno vincolante con il lavoratore o la lavoratrice.

Per quanto riguarda le assunzioni lo sgravio contributivo, si pensi alla mobilità, l'apprendistato, la L.407, ha un notevole peso e viene sempre ricercato dalle aziende nella preselezione.

Nonostante vi sia la richiesta del part-time, da parte delle persone, non esiste sostanzialmente la disponibilità da parte delle aziende a stipulare tale tipologia di contratto. Secondo quanto rilevato dal CPI le imprese dicono che "gestire due persone piuttosto che una sia maggiormente costoso e poco funzionale".

A tal proposito, appare evidente di come in Italia il concetto del tempo lavorato o tempo presenza sul luogo di lavoro, abbiano ancora più peso che il concetto della qualità del lavoro prodotto.

Operatrici/tori, segnalano che le imprese del territorio non conoscono e non utilizzano strumenti o formule organizzative che favoriscono la conciliazione dei tempi, né tanto meno sono consapevoli, che a tal proposito, esistono numerose fonti di finanziamento.

Operatori/trici aggiungono, inoltre, che se la presentazione dei progetti art. 9 L.53/00 comporta alle imprese farraginosità burocratiche, non si pensi sia facile coinvolgerle.

Le associazioni di categoria potrebbero rappresentare un ottimo canale di comunicazione utile ad avviare il dialogo con le imprese in merito alla conciliazione dei tempi, anche se dall'altra parte, non è chiaro se vi sia reale interesse delle parti sociali ad afforntare tale materia.

Le Aspettative

Si rilevano principalmente aspettative di natura economica dovute alla necessità di un lavoro o addirittura in alcuni casi all'urgenza. Le donne più giovani e maggiormente secolarizzate mostrano, invece, un'attesa in relazione al lavoro legata alla realizzazione personale, si direbbe più orientata alla dimensione sociale.

Le donne cuneesi e di Borgo S.Dalmazzo sono più informate e scolarizzate rispetto a quelle che abitano le vallate che paiono avere una scolarità medio bassa e molti vincoli (molto dipende anche dal problema della distanza e del non essere né patentate che automunite)

Per questo ultimo gruppo l'aspirazione massima è "il lavoro di bidella" (si pensi all'art. 16) presso enti pubblici o in second'ordine la badante.

I problemi

L'orario

Le operatrici raccontano, in relazione alla loro esperienza, che le donne occupate hanno orari molto estesi; spesso devono fare lavoro straordinario, non pagato. In particolare da quanto risulta dalle "storie di vita professionali" nelle piccole realtà il "tempo lavorato" supera le 10 ore giornaliere (senza contare il lavoro di cura nel contesto familiare).

Molte desidererebbero un lavoro part time o per lo meno flessibile, ma tale richiesta, nel cuneese, significa automaticamente escludersi dal mercato del lavoro. … Viene segnalato alla Consigliera di Parità che chi chiede il part-time viene via, via costretta a licenziarsi.

Il problema dell'Orario per le cuneesi rappresenta un vero vincolo, probabilmente è una vera criticità.

Mancanza di servizi

In aggiunta a quanto sopra citato, si aggiunga la "carenza di servizi e strutture per la conciliazione" sia a livello pubblico che privato.

Reingresso dalla maternità

Il reingresso dalla maternità sembra rappresentare una delle maggiori difficoltà per le donne di Cuneo, da un lato a causa della mancanza di servizi e strutture, dall'altro per la sostanziale ostilità di buona parte delle imprese ad investire sulle "mamme".

Paura della denuncia

Anche se talvolta sono emersi numerosi evidenti casi di violazione delle leggi di pari opportunità, aggiungono operatori/trici, - nessuna donna pensa di segnalare il caso o di rivolgersi alla Consigliera di Parità.

"L'idea di ribellarsi non esiste .., non sta bene…., esiste la paura di cosa dicono gli altri". Probabilmente, secondo il CPI, in alcuni casi non vi è neppure la consapevolezza che alcuni comportamenti rappresentino una violazione, un venir meno ai diritti delle lavoratrici.

Progetti

Lo scorso anno grazie alle attività previste dal POR si è intervenuti/e medianti azioni orientative mirate sul target "donne disoccupate di lunga durata".

Queste donne non percepivano di essere disoccupate di lunga durata ma sentivano, piuttosto, di essere parcheggiate, in attesa di occupazione. Non manifestavano l'urgenza del lavoro. Per alcune di loro ..." l'iscrizione pareva un alibi … non c'era la motivazione …. E' come se facessero fatica a vedere nel lavoro non solo il ritorno economico, ma un qualcosa che gratifica, ti apre, ti rende autonomo ….molte si aspettavano l'assunzione nell'ente pubblico.

  • Partecipazione al Progetto Asso
  • Realizzazione di Azioni rinforzo formativo per donne mediante corso per addetta paghe e contributi. Alcune di queste signore sono state inserite in tirocinio e poi assunte.
  • Partecipazione progetto Bacheca Famiglia - avvio corsi per badanti con successivo accompagnamento al lavoro mediante il matching tra domanda e offerta di lavoro.
  • Sono state individuate le persone anziane bisognose di assistenza e messe direttamente in contatto con le donne badanti (ricerca a carico di agenzia formativa con successivo azione di filtro del Centro)
  • Costruzione di percorsi orientativi e di accompagnamento al lavoro individualizzato ad hoc con ottimi successi. Viene citato il caso di una signora extracomunitaria con formazione in scienze infermieristiche. In questa situazione il CPI si è attivato nell'aiuto al riconoscimento di titoli, nella preparazione ad affrontare il mercato del lavoro italiano e nell'accompagnamento al lavoro mirato. (la signora attualmente lavora)
  • Operatori ed operatrici sottolineano l'utilità dei percorsi di accompagnamento individualizzato, in quanto efficaci dal punto di vista del risultato occupazionale. Purtroppo rilevano la mancanza di risorse umane ed economiche per poter offrire il servizio a tutti e tutte.

Proposte

  1. Potrebbe essere molto utile lo studio delle vertenze per capire il fenomeno della tutela.
  2. Avviare la sperimentazione di una relazione più fattiva e collaborativa con la Consigliera di Parità anche mediante lo strumento elaborato all'interno del progetto Paola (si veda cartolina).
  3. Politica integrata territoriale a favore della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro
  4. Promozione rivolta alle imprese a favore della conciliazione e relative fonti di finanziamento (art.9 L.53/00 e FSE Obj 3 Asse E )

Argomenti trattati nell'incontro

  • Le attività, i compiti della Consigliera di Parità
  • Possibile avvio di Rete di Parità - Sottogruppo Lavoro
  • Iniziativa "Vorrei dirlo alla Consigliera di Parità"
  • Presentazione tematica della conciliazione
  • Analisi condivisa di esempi di strumenti e formule organizzative (anche mediante griglia di rilevazione elaborata dal progetto Tenere il Tempo nell'ambito Premio Casa Impresa)
  • Illustrazione politiche dei Voucher
Aggiornato il 12.09.2011
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