Indennità per la conservazione del patrimonio tartufigeno

Referenti

La Regione concede un'indennità ai proprietari o possessori di terreni su cui sono radicate piante arboree di riconosciuta capacità tartufigena per ogni soggetto arboreo che si impegnino a conservare, secondo uno specifico piano di coltura e conservazione, permettendo nel contempo la libera raccolta dei tartufi sul terreno ove lo stesso è radicato.

La stessa indennità è concessa alle associazioni di raccoglitori che conducano, a titolo di proprietà o affitto, terreni su cui sono radicate piante arboree di riconosciuta capacità tartufigena.

L'identificazione delle piante tartufigene è demandata alla Commissione consultiva comunale per l'agricoltura e le foreste.

L’importo massimo annuo concedibile per ogni soggetto arboreo di riconosciuta capacità tartufigena è fissato in Euro 24,00.

Per manutenzione ordinaria si intendono tutte le operazioni necessarie a mantenere la tartufaia in produzione in condizioni ottimali, svolte con cadenza annuale o inferiore; per manutenzione straordinaria si intendono le operazioni colturali svolte con periodicità superiore, i cui effetti non si esauriscono nell’anno di esecuzione, ma che si riverberano su un periodo coincidente con la durata del piano colturale, pari a 5 anni.

La domanda di indennità è presentata dal conduttore (proprietario o possessore) al comune nel cui territorio sono radicate le piante oggetto della domanda stessa.

La domanda presentata per la prima volta contiene la proposta di piano di coltura e conservazione. Alla stessa è allegata l’estratto di mappa catastale, relativo alle particelle interessate. Nelle annualità successive dovrà essere compilata una domanda di conferma.

Acquisiti i verbali della Commissione, il comune trasmette copia delle domande alla Provincia che effettua il controllo dei documenti, provvedendo alle opportune correzioni.

La Provincia predispone poi un elenco generale dei beneficiari completo dei dati anagrafici e del numero di piante ammesse, e lo invia al Settore regionale competente in materia di tartuficoltura.

Le piante che danno diritto all’indennità sono le specie latifoglie arboree o arbustive, governate sia a fustaia sia a ceduo, di riconosciuta capacità tartufigena nei riguardi del tartufo bianco d’Alba o del Piemonte (Tuber magnatum Pico). Hanno diritto ad indennità le piante appartenenti alle specie: Farnia (Quercus robur), Rovere (Quercus pætrea), Roverella (Quercus pubescens), Cerro (Quercus cerris), Carpino bianco (Carpinus betulus), Carpino Nero (Ostrya carpinifolia), Nocciolo (Corylus avellana), Tiglio nostrale (Tilia platyphillos), Tiglio selvatico (Tilia cordata), Pioppo nero (Populus nigra), Pioppo bianco (Populus alba), Pioppo tremolo (Populus tremula), Pioppo ibrido, Salicone (Salix caprea), Salice bianco (Salix alba), Salice da vimini (Salix viminalis).

La capacità tartufigena del soggetto è dimostrata dall’avvenuta raccolta, negli ultimi tre anni, di esemplari di tartufo bianco d’Alba o del Piemonte nell’area radicale del soggetto stesso.

L’indennità può essere concessa per un numero massimo di 25 piante per ettaro.

Aggiornato il 10.03.2016
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