Utilizzazione agronomica effluenti zootecnici, acque reflue e digestati

Descrizione del servizio

A far data dal 13/06/2013, l'autorizzazione all'utilizzazione dei fanghi di depurazione in agricoltura rientra tra i titoli abilitativi sostituiti dall'Autorizzazione Unica Ambientale (AUA), ai sensi del D.P.R. 59/2013.

 

In seguito all’emanazione, da parte della Regione Piemonte, del D.P.G.R. 29 ottobre 2007, n. 10/R (Regolamento di disciplina generale dell’utilizzazione agronomica degli effluenti zootecnici e delle acque reflue) e del successivo D.P.G.R. 28 dicembre 2007, n. 12/R (con il quale sono state designate ulteriori zone vulnerabili da nitrati di origine agricola), è entrato in vigore il nuovo regime amministrativo sulla base del quale le autorizzazioni allo spandimento in agricoltura, precedentemente rilasciate, sono sostituite da altri adempimenti quali la Comunicazione ed il Piano di Utilizzazione Agronomica.

Il D.P.G.R. 29 ottobre 2007, n. 10/R è stato sottoposto a numerose modifiche ed integrazioni. Ad esempio, con il D.P.G.R. 19 maggio 2008, n. 8/R, sono state ridefinite le soglie di applicazione dell’obbligo di Comunicazione e le scadenze temporali dei vari adempimenti.

Il nuovo impianto regolamentare, recentemente aggiornato, disciplina, su tutto il territorio regionale, le attività di utilizzazione agronomica degli effluenti zootecnici (liquami e letami), dei digestati assimilati ad effluenti zootecnici e delle acque reflue provenienti dalle aziende agricole e da piccole aziende agroalimentari, e definisce uno specifico programma di azione per le zone designate come vulnerabili da nitrati di origine agricola (ZVN).

Si richiamano, in sintesi, i punti principali della disciplina regionali in materia:

- individuazione di zone vulnerabili da nitrati di origine agricola (ZVN), all’interno delle quali si applica un regime più restrittivo (programma di azione);

- valori tabellari di riferimento per il calcolo del contenuto di azoto negli effluenti zootecnici prodotti dalle specie allevate;

- obblighi inerenti la dotazione di strutture di stoccaggio (platee e/o vasche);

- dosi di applicazione degli effluenti zootecnici, in termini di valori massimi annuali di azoto al campo per ettaro;

- particolari divieti e limitazioni all’utilizzo agronomico, differenti per liquami e letami, nonché in funzione dell’eventuale classificazione dei terreni come ricadenti in zone vulnerabili da nitrati (ZVN);

adempimenti amministrativi (comunicazione, redazione del Piano di Utilizzazione Agronomica, registrazione delle operazioni di fertilizzazione, documenti di trasporto degli effluenti zootecnici avviati ad utilizzo agronomico);

- utilizzo, nelle zone non ricadenti in ZVN, di acque reflue provenienti dai cicli produttivi di:

  • imprese dedite a coltivazione del fondo e silvicoltura e/o  ad allevamento di bestiame,
  • imprese che, oltre alle precedenti attività, svolgono anche attività di trasformazione e/o valorizzazione della produzione agricola,
  • aziende agroalimentari (settori lattiero-caseario, vitivinicolo, ortofrutticolo) che producono quantitativi di acque reflue contenenti sostanze naturali non pericolose non superiori a 4000 m3 annui, con contenuto in azoto sino a 1000 kg/anno.

Infine, da ultimo, il D.P.G.R. 22 dicembre 2008, n. 19/R ha ulteriormente modificato le modalità e le scadenze temporali degli adempimenti previsti.

Per maggiori informazioni, aggiornamenti ed adempimenti, si rinvia al servizio regionale preposto:

Dove ed a chi rivolgersi

Provincia di Cuneo - Settore Tutela Territorio
Corso Nizza, 21 - 12100 CUNEO
Fax 0171.445582

 

 

Aggiornato il 06.06.2017
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