Centro Recupero Animali Selvatici di Bernezzo

Il Centro Recupero Fauna Selvatica di Bernezzo, attivo dal 2001, si occupa del recupero e della cura di qualsiasi esemplare di fauna selvatica in difficoltà, siano essi mammiferi, rettili o uccelli. L’attività del centro interessa principalmente la provincia di Cuneo e parte della provincia di Savona.
La struttura è anche punto di riferimento per il Nucleo CITES dei Carabinieri, che vi affida il ricovero di animali vivi sequestrati, spesso provenienti da importazioni illecite da altri continenti, in violazione della Convenzione di Washington.
Nel 2024 il CRAS ha accolto 1.363 esemplari di fauna selvatica autoctona, appartenenti a numerose specie. Oltre 900 erano uccelli e circa 370 mammiferi. Durante i mesi primaverili ed estivi si registra il maggior numero di ingressi di individui immaturi, tra cui molti piccoli di capriolo che risultano spesso in pericolo di vita dopo essere stati separati dai genitori.
Le specie più frequentemente ricoverate sono state:
- Riccio europeo (10% del totale)
- Colombo comune (9%)
- Gazza ladra (6%)
- Passera d’Italia (6%)
- Rondone comune (6%)
- Merlo comune (5%)
Tra i recuperi più significativi del 2024 figurano esemplari di falco pellegrino, civetta nana, picchio muratore, biancone, gufo reale, donnola, aquila reale, piro piro piccolo, svasso piccolo, falco di palude e anche un Molosso di Cestoni (Tadarida teniotis), unico rappresentante europeo della famiglia dei Molossidi. Quest’ultimo, un pipistrello di grandi dimensioni e aspetto caratteristico, presenta un capo massiccio simile a quello di un mastino, con orecchie unite al centro che sporgono oltre il muso, coda lunga e pelo nero-grigiastro più chiaro sul ventre. Con un’apertura alare superiore ai 40 cm, è un eccellente volatore sulle medie e lunghe distanze.
Nel 2024 il CRAS ha anche installato un trasmettitore GPS su un biancone ribattezzato Fierobecco. Dopo la liberazione, avvenuta a settembre, il centro ha potuto seguire la sua rotta migratoria: dopo aver svernato tra Mauritania e Senegal, l'esemplare è tornato nelle vallate cuneesi percorrendo migliaia di chilometri.
Nel 2025 è stato avviato un nuovo progetto di monitoraggio con l'installazione di un GPS su un avvoltoio monaco, soprannominato Remigio, liberato in alta Valle Stura dopo un lungo periodo di cure e riabilitazione.
Presso il Centro ogni anno è possibile svolgere il Servizio Civile Nazionale, con selezioni organizzate dalla Provincia di Cuneo.
Per il conferimento di animali feriti al Cras di Bernezzo è possibile contattare direttamente il centro al numero 0171 82305. In alternativa, qualora si sia impossibilitati a trasportare l'animale sino a Bernezzo, è disponibile il supporto della Polizia Locale Faunistico Ambientale della Provincia (0171 445 218-254) che partecipa anche alle operazioni di reimmissione in natura, attività che nel 2024 ha riguardato il 45% degli animali soccorsi.
Cosa fare se trovi un animale selvatico in difficoltà
Ogni anno molte persone, mosse dal desiderio di aiutare, trovano animali selvatici e non sanno come comportarsi. Ecco alcuni consigli pratici per agire nel modo giusto:
1. Mantieni la calma e osserva
Non toccare subito l’animale. Osserva da lontano la situazione: a volte l’animale non è realmente in pericolo e i genitori potrebbero essere nei dintorni.
2. Non improvvisare cure
Non somministrare cibo, acqua, latte o farmaci. Ogni specie ha esigenze specifiche e interventi sbagliati possono peggiorare la situazione.
3. Contatta subito il CRAS
Chiama il Centro di Bernezzo (0171 82305) per ricevere indicazioni precise. Se non puoi trasportare l’animale, chiama la Polizia Locale Faunistico Ambientale della Provincia (0171 445 218-254), che potrà intervenire.
4. Riduci lo stress dell’animale
Se l’operatore ti consiglia di spostarlo, usa un panno, dei guanti o una scatola forata per contenerlo. Tienilo in un luogo tranquillo, al riparo da rumori, luce diretta e fonti di calore.
5. Non tenerlo a casa
Gli animali selvatici non sono animali domestici. Devono essere affidati al centro specializzato per ricevere cure adeguate e, quando possibile, essere reintrodotti in natura.
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